InfluxDB 2

influxDB GUI

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In questa pagina sono raccolte alcune note sull'installazione e l'uso preliminare di di InfluxDB 2. L'obbiettivo è avere un database ad alte prestazioni ed un'interfaccia WEB per raccogliere dati provenienti dai miei sensori IoT. Qui una versione alternativa per Raspberry Pi.

La scelta è caduta sui servizi cloud messi a disposizione gratuitamente da Oracle cloud. In particolare la macchina di riferimento è un dual core ARM con 12 GB di RAM e 100 GB di disco; il sistema operativo è Ubuntu 22.04 LTS e il database InfluxDB 2.3, gli ultimi rilasci stabili nel momento di prima stesura di questa pagina.

L'installazione del sistema operativo è quella standard per sistemi server, quindi senza interfaccia grafica. Nel caso di Oracle cloud è fatta automaticamente nel momento in cui viene creata la macchina virtuale.

Installazione

Il codice dell'ultima versione stabile si scarica direttamente dai repository ufficiali di InfluxDB (nota 1).

Occorre prima importare la chiave che firma il codice:

user@machine:~$ wget -qO- https://repos.influxdata.com/influxdb.key | gpg --dearmor | sudo tee /etc/apt/trusted.gpg.d/influxdb.gpg > /dev/null

Quindi creare il file /etc/apt/sources.list.d/influxdb.list con la versione da installare:

user@machine:~$ export DISTRIB_ID=$(lsb_release -si); export DISTRIB_CODENAME=$(lsb_release -sc)

user@machine:~$ echo "deb [signed-by=/etc/apt/trusted.gpg.d/influxdb.gpg] https://repos.influxdata.com/${DISTRIB_ID,,} ${DISTRIB_CODENAME} stable" | sudo tee /etc/apt/sources.list.d/influxdb.list > /dev/null

Se tutto è andato bene:

ubuntu@DB:~$ cat /etc/apt/sources.list.d/influxdb.list
deb [signed-by=/etc/apt/trusted.gpg.d/influxdb.gpg] https://repos.influxdata.com/ubuntu jammy stable

Ed infine procedere all'installazione vera e propria ed all'avvio:

user@machine:~$ sudo apt-get update && sudo apt-get install influxdb2

user@machine:~$ sudo systemctl enable --now influxdb

user@machine:~$ sudo systemctl status influxdb
● influxdb.service - InfluxDB is an open-source, distributed, time series database
      Loaded: loaded (/lib/systemd/system/influxdb.service; enabled; vendor preset: enabled)
      Active: active (running) since Mon 2022-06-27 06:34:59 UTC; 1min 12s ago
[...]

Prima configurazione

La prima configurazione può essere fatta da linea di comando:

user@machine:~$ influx setup

Sono richiesti alcuni parametri:

Le informazioni inserire, insieme ad altre generate automaticamente, possono essere viste con i seguenti comandi:

user@machine:~$ influx config list
Active Name    URL                   Org
*      default http://localhost:8086 VincenzoV.net

user@machine:~$ influx bucket list
ID     Name           Retention   Shard group duration    Organization ID    Schema Type
xxx... Test           infinite    168h0m0s                123...             implicit
yyy... _monitoring    168h0m0s    24h0m0s                 123...             implicit
ZZZ... _tasks         72h0m0s     24h0m0s                 123...             implicit

Per conoscere il token necessario per interagire con in database (nota 2):

user@machine:~$ influx auth list
ID     Description   Token   User Name   User IDPermissions
Xxx... xxx's Token   XYZ...  xxx         1234...  

La linea di comando

Il linguaggio di interrogazione di InfluxDB 2.x è Flux, diverso da quello usato con InfluxDB 1.x.

Per creare/elencare/cancellare i bucket possono essere usati i seguenti comandi, specificando il nome o l'ID:

user@machine:~$ influx bucket create -n Test1 -r 24h

user@machine:~$ influx bucket list

user@machine:~$ influx bucket delete -n Test1

user@machine:~$ influx bucket delete -i 0b116e3b3f8fd3dd

user@machine:~$ influx bucket update -i f82165c3810c7c42 -n Test3 -r 96h

Vediamo come scrivere dati da CLI. L'esempio è relativo a misure ambientali (Measurement Ambiente), due sensori con Tag S1 ed S2, due Field relativi a temperatura ed umidità

user@machine:~$ influx write -b Test 'Ambiente,Sensore=S1 T=23.1,U=45.1'
user@machine:~$ influx write -b Test 'Ambiente,Sensore=S1 T=24.1,U=45.6'
user@machine:~$ influx write -b Test 'Ambiente,Sensore=S2 T=24.6,U=43.6'

Si noti che non è specificato alcun Timestamp; in questo caso è aggiunto automaticamente.

L'interrogazione al database può essere fatta per esempio con i comandi, sebbene quanto visualizzato sia piuttosto "confuso":

user@machine:~$ influx query 'from(bucket:"Test") |> range(start:-100m)'

Alcune osservazioni sull'ultimo comando:

Alcune integrazioni esemplificative che permettono interrogazioni più dettagliate al database, tutte usabili in cascata:

HTTP

I dati possono essere scritti utilizzando HTTP, conoscendo il Token. Di seguito un esempio che utilizza curl dalla macchina locale:

user@machine:~$ TOKEN=XYZ...
user@machine:~$ curl --request POST \
"http://localhost:8086/api/v2/write?org=VincenzoV.net&bucket=Test&precision=ns" \
 --header "Authorization: Token $TOKEN" \
 --header "Content-Type: text/plain; charset=utf-8" \
 --header "Accept: application/json" \
 --data-binary 'Ambiente,Sensore=S3 T=25.6,U=44.6'

HTTPS

In genere non è una buona idea usare connessioni non cifrate sulle macchine in rete, soprattutto se collegate ad internet. In particolare è critica la trasmissione in chiaro del Token che, a tutti gli effetti, è una password. Vediamo come configurare HTTPS per risolvere questo problema.

Innanzitutto serve un certificato che può essere autofirmato (come mostrato di seguito) oppure rilasciato da una'autorità di certificazione.

user@machine:~$ sudo openssl req -x509 \
 -nodes -newkey rsa:2048 \
 -keyout /etc/ssl/influxdb-selfsigned.key \
 -out /etc/ssl/influxdb-selfsigned.crt \
 -days 3650
user@machine:~$ sudo chmod 644 /etc/ssl/influxdb-selfsigned.crt
user@machine:~$ sudo chmod 644 /etc/ssl/influxdb-selfsigned.key
user@machine:~$ ll /etc/ssl/influxdb-selfsigned*
-rw-r--r-- 1 root root 1245 Jun 27 13:27 /etc/ssl/influxdb-selfsigned.crt
-rw-r--r-- 1 root root 1704 Jun 27 13:27 /etc/ssl/influxdb-selfsigned.key

Occorre quindi avviare influxDB per usare tale certificato:

user@machine:~$ sudo nano /etc/influxdb/config.toml
[...]
tls-cert = "/etc/ssl/influxdb-selfsigned.crt"
tls-key = "/etc/ssl/influxdb-selfsigned.key"

user@machine:~$ sudo systemctl restart influxd

L'accesso con curl è simile a quanto già visto: occorre solo specificare https nell'indirizzo e, nel caso di certificato autofirmato, -k:

user@machine:~$ TOKEN=XYZ...
user@machine:~$ curl -k \
 --request POST "https://localhost:8086/api/v2/write?org=VincenzoV.net&bucket=Test&precision=ns" \
 --header "Authorization: Token $TOKEN" \
 --header "Content-Type: text/plain; charset=utf-8" \
 --header "Accept: application/json" \
 --data-binary 'Ambiente,Sensore=S11 T=27.6,U=46.6'

Per utilizzare il comando influx occorre creare una nuova configurazione:

user@machine:~$ influx config create \
 --config-name default_https \
 --host-url https://localhost:8086 \
 --org VincenzoV.net
 --token $TOKEN \
 --active

user@machine:~$ influx config list
Active Name          URL                    Org
       default       http://localhost:8086  VincenzoV.net
*      default_https https://localhost:8086 VincenzoV.net

user@machine:~$ influx query --skip-verify 'from(bucket:"Test") |> range(start:-100m)'

Accesso remoto

In genere l'accesso a InfluxDB è fatto da remoto utilizzando HTTPS. Prima di procedere occorre evidentemente aprire in entrata la porta 8086 del firewall (qui, per esempio, le istruzioni per Oracle cloud).

La scrittura dei dati è normalmente fatta con curl, specificando l'indirizzo IP del server:

user@machine:~$ TOKEN=XYZ...
user@machine:~$ curl -k \
 --request POST "https://129.X.Y.Z:8086/api/v2/write?org=VincenzoV.net&bucket=Test&precision=ns" \
 --header "Authorization: Token $TOKEN" \
 --header "Content-Type: text/plain; charset=utf-8" \
 --header "Accept: application/json" \
 --data-binary 'Ambiente,Sensore=S12 T=27.6,U=46.6'

Di seguito uno script Bash di test, utile per riempire il database di dati reali (carico percentuale della CPU e sua temperatura) e per fare esperimenti. Ovviamente occorre adattarlo al proprio ambiente.

#!/bin/bash
TOKEN=XYZ...
URL="https://129.X.Y.Z:8086/api/v2/write?org=VincenzoV.net&bucket=Test&precision=ns"
echo "Press [CTRL+C] to stop.."
while :
do
  CPU_USAGE=$(top -bn 2 -d 0.01 | grep '^%Cpu' | tail -n 1 | gawk '{print $2+$4+$6}')
  TEMP=$(expr $(cat /sys/class/thermal/thermal_zone3/temp) / 1000)

  echo CPU = $CPU_USAGE - T = $TEMP
  DATA=CPU_Usage,PC=vv-i7\ CPU=$CPU_USAGE,T=$TEMP
  curl -k --request POST $URL \
    --header "Authorization: Token $TOKEN" \
    --header "Content-Type: text/plain; charset=utf-8" \
    --header "Accept: application/json" \
    --data-binary "$DATA"
  sleep 1
done

L'amministrazione del database è possibile anche da browser, digitando l'indirizzo del server https://129.X.Y.Z:8086 (nota 3); l'immagine di apertura è la pagina principale per l'amministrazione del database.

Tra le cose che possono essere fatte vi è anche la rappresentazione grafica dei dati che, pur essendo esteticamente modesta, permette test veloci. Di seguito un esempio che visualizza i dati generati dallo script:

Grafico fatto con InfluxDB

Note

  1. La versione dei repository Ubuntu 20.04 o in genere per i sistemi a 32 bit è ferma a InfluxDB 1.x, piuttosto diversa da quanto descritto in questa pagina
  2. Il Token non è necessario per lavorare in locale con l'utente che ha configurato il database. Lo stesso vale per altri parametri quali nome utente, indirizzo del server, organizzazione
  3. Se si utilizza un certificato auto-firmato è mostrato un minaccioso messaggio di errore...

Pagina creata nel maggio 2022
Ultima modifica di questa pagina: 28 giugno 2022


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