Linguaggio inclusivo

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L'uso di un linguaggio tecnico discriminatorio o, come usa oggi, non inclusivo, è da alcuni ritenuto un problema. In questa pagina riporto qualche parola o frase che potrebbe creare problemi, per sensibilità personale o anche per norme di legge.

Per ora ho qualche perplessità e devo ancora essere convinto che sia sempre una buona idea:

Ma cerco di adeguarmi... e trattenere la risata.

Blacklist e whitelist

Letteralmente lista nera e lista bianca, tali termini identificano in ambito tecnico elenchi, rispettivamente, di elementi negativi che devono essere bloccati ed elementi positivi che invece devono essere elaborati.

Potrebbe essere indice di razzismo e di superiorità tra le "razze umane". Francamente capirei di più se i termini usati fossero, che so io, brown-list o pink-list (per non parlare della yellow-list...).

Alternativa: Blocklist e Passlist sono due termini tutto sommato comprensibili e quindi adeguati. Ovviamente la sostituzione non è possibile se si tratta di una parola chiave di un linguaggio di programmazione...

Maschio e femmina

In genere i connettori elettrici che vanno accoppiati tra di loro sono identificato come maschio (il contatto che entra) e femmina (il contatto che accoglie). Se vi sembra un linguaggio sessualmente esplicito... ebbene si, lo è!

Potrebbe essere inteso come linguaggio omofobo, visto che implica che accoppiamenti maschio-maschio oppure femmina-femmina sono impossibili e spesso pericolosi.

Alternative vere al momento non ce ne sono. In casi particolari, soprattutto non tecnici, vengono usati i termini presa e spina (socket e plug). La proposta di A e B mi sembra sostanzialmente non utilizzata, anche perché a volte incompatibile con la nomenclatura precedente (per esempio USB ha connettori A, B... e C).

Master e slave

In diversi contesti i due termini identificano un processo o un dispositivo che comanda ed uno che si limita ad ubbidire senza possibilità di lavoro autonomo.

In questo caso il concetto di superiorità (non necessariamente a sfondo razziale) è implicito e quindi spesso percepito come discriminatorio.

Sono state proposte numerose alternative che in comune hanno il fatto che sono di uso non universale, ma relegate a situazioni particolari. Per esempio primary/secondary, controller (host)/device, initiator/target, requester/responder.

Fat e thin client

In contesti di terminal-server i due termini identificano computer dotati di elevate oppure scarse risorse: CPU, disco, memoria.

Potrebbero essere ritenuti termini discriminatori per chi non ha un perso "normale". Al momento non mi sembra ci sia un movimento di opinione intorno a questa forma di discriminazione, ma vi garantisco che sono uni di quelli che non si sente a proprio agio quando entro in un negozio di vestiti...

Alternative vere al momento non ce ne sono. Il primo a volte è indicato come thick, ma non penso sia una soluzione che cambia i termini.


Data di creazione di questa pagina: luglio 2020
Ultima modifica: 16 luglio 2020


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